Ricoveri di «sollievo» Per caregiver in difficoltà

L’assistenza a casa di una persona anziana non autosufficiente può essere affiancata dal cosiddetto «ricovero di sollievo», cioè un ricovero temporaneo in una Residenza sanitaria o sociosanitaria (Rsa), da una settimana fino a un massimo di 30-60 giorni all’anno, quando la famiglia non riesce a prendersi cura del proprio caro. Il ricovero di sollievo serve, fondamentalmente, a concedere al caregiver un momento di riposo dall’attività di cura (o le ferie alla badante), per le vacanze e ogni volta che si trova in un momento di particolare sovraccarico fisico e mentale e ha bisogno di alleggerire lo stress. Il ricovero temporaneo può essere attivato anche quando il familiare ha un improvviso problema di salute che gli impedisce di accudire la persona cara non autonoma. La legge 33 del 2023 sulla riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti introduce un nuovo paradigma culturale. Supera la logica a silos, basata su singole prestazioni e ora ridotta a 16 ore l’anno per anziano assistito, per arrivare a un’assistenza domiciliare continuativa e integrata tra servizi sanitari e sociali. Inoltre, la presa in carico al domicilio viene allargata agli anziani fragili, ancora in grado di badare a sé ma in condizioni di disagio, in un’ottica di prevenzione. Lo scopo è fare in modo che l’anziano, proprio quando ha più bisogno di casa, quale mondo di affetti, radici e relazioni, non sia tolto da essa. Articolo tratto dal corriere della sera.